Roma a tavola in cento parole, una carbonara particolare

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Roma a tavola in cento parole, una carbonara particolare

Gustosa e divertente l’idea di Giulio Perrone Editore, raccogliere in 100-parole-100 tutto l’universo della cucina romana (o quasi).

Cento parole è infatti il limite scelto per le ricette – 110 più due “speciali” realizzate dallo chef Fabio Campoli che, oltre ad essere presidente del Circolo dei Buongustai, è anche curatore di questo volume, insieme ad Antonella Sotira – le quali però hanno una doppia veste, e qui sta il bello.

Per ogni preparazione c’è infatti, a fianco, una presentazione, per così dire, un contraltare narrativo che ci introduce al piatto: cibo per l’anima e per il corpo, insomma.

Prendiamo ad esempio – guarda caso – ciò che si trova a pagina 60 e 61: gli Spaghetti alla carbonara associati alla “Carbonara amletica di William Chefspeare” scritta da Giovanni Berardinelli.
Un chiaro omaggio all’anno internazionale delle celebrazioni shakespeariane: il 2016, 400esimo anniversario della morte.

Ecco allora le cento (101, in realtà) parole del carbo-bardo secondo Berardinelli, che così parafrasa il famoso monologo dell’Amleto:

“Pancetta o guanciale, questo è il problema: se sia più nobile d’animo sopportare gli oltraggi di chi contesta la tua scelta opportuna, o prender l’armi contro un mare di improperi e combattendo disperderli. Cuocere, soffriggere, nulla di più, e con il senno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite diatribe naturale retaggio della contrapposizione, soluzione da accogliere a cotture giunte.
Scolare, condire, pregustare forse: ma qui é l’ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel dubbio di scelta quando siamo già sdipanati dal groviglio pastale, eppur riflettiamo?: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti”.

E la ricetta? Classica anzi che no, come Shakespeare: 400 g di spaghetti, tre uova, 100 g di guanciale, 100 g di pecorino grattugiato, olio extravergine d’oliva, sale e pepe. D’altronde il classico non passa mai di moda, no?

Roma a tavola in cento parole
a cura di Antonella Sotira e Fabio Campoli
Giulio Perrone Editore, 15 euro