Una commedia che si muove da Torino a Torre del Greco, in cui la carbonara è preparata nel deposito di un supermercato da un napoletano, chef sui generis, con i suggerimenti di una finta signora francese…
Diretta da Massimo Cappelli, e interpretata fra gli altri da Vincenzo Salemme, Sandra Milo, Fabio Troiano, Andrea Di Maria e Martina Stella, Prima di lunedì è una commedia del 2016. Non stiamo qui a raccontare la trama, semplice e complessa allo stesso tempo; vi segnaliamo però quanto accade ad un certo punto della storia…
All’incirca al minuto 47, si svolge la scena che vede la carbonara protagonista assoluta in quello che appare il deposito di un grande magazzino di proprietà di Vincenzo Briganti, detto “Carlito”, interpretato da Vincenzo Salemme. In questo spazio, parzialmente adibito a cucina, Carlito/Salemme è intento a svolgere il ruolo di chef, col il fido Antonio (interpretato da Antonio Guerriero) in veste di sous chef e Chanel (Sandra Milo) attenta osservatrice. Seduta a qualche metro di distanza, Penelope (Martina Stella).
“Frusta, frusta più forte co’ ’sta frusta. Colpisci, obbedisci sennò te faccio fa’ la stessa fine, capito? Bravo. Damme ‘sto cortiello. Ah, sa’ fa’ niente, taglio io. Fatte allà” dice Carlito
“Volevo fare io”. Risponde Antonio
“Mo lo servo. Sei pronto?“
“Sì“.
“Vai. Al mio via, al mio via al mio via. Uno, due, via!”. Conclude Carlito, mentre Antonio versa la pasta nella pentola per la cottura.
A questo punto interviene Chanel/Sandra Milo: ”Ma era, è meglio gli spaghetti”.
“Ma perché non te fai fatti tuoi? Io la carbonara la faccio io. I paccheri vanno benissimo. Che sei, ‘a scienziata della carbonara, tu? Che capisci? Sbatte l’ovo. Forza, dammi qua, dammi qua. Devi, ecco, guarda, il movimento deve essere fluido, si deve amalgamare tutto, l’uovo col pecorino, il parmigiano. Guarda, gua, una crema, lo capisci?”
“Sì… Io ci metto anche il bianco”
“E sbagli… in… in Italia si mette solo il rosso”
“E anche un po’ di panna”.
Carlito si gira verso Chanel e poi verso Antonio, con lo sguardo fra il deluso e l’irritato, quando questi, per stemperare la situazione, afferma “No, no, ha detto pane”
“No, no panna” ribadisce Chanel
“Oh, e lo ripete pure”. Commenta Carlito
“Vabbè, ma stava scherzando”, afferma ora Antonio, sempre per mantenere i toni bassi
“Ma tu vedi che io mi blocco, mi so fatto bianca bianca. La parola panna mi fa venire ‘o friddo ‘nguollo. Hai capito? Tu metti ‘a panna int ‘a carbonara. Tu sei una delinquente, tu e tutti i francesi ch’ ann’ ‘nventato ‘a panna”.

Da qui inizia un monologo o quasi di Salemme, che se la prende con i francesi, ad esempio iniziando a sostenere che la nouvelle cuisine sia solo una copia della cucina italiana. Perché noi italiani inventiamo il Giro d’Italia “e voi facite ‘o tour de France. Noi inventamo ‘o Festival ‘e Venezia e voi facite ‘o festival ‘e Cann…”. E poi si passa alla Corsica, alla Gioconda, sempre con il colorito linguaggio di Salemme. Poi, quando Chanel/Milo dichiara di volersi rinfrescare, Carlito indica la strada per il bagno, aggiungendo che “(…) ci sta pure ‘o bidè. L’unica cosa che avevano ‘a copiare non l’hanno copiata!”.
Piccolo commento finale: vedere Salemme che interpreta la magìa della preparazione della carbonara è uno spasso, con la scelta dei paccheri per la pasta e dell’uso del pecorino insieme al parmigiano (una formula spesso utilizzata, per non esagerare con la sapidità in caso di un pecorino eccessivamente saporito, con buona pace degli irriducibili che vorrebbero solo pecorino). Nel film non si cita guanciale o pancetta, ma Salemme inorridisce al suggerimento per la panna di Chanel/Sandra Milo, come poi si scoprirà “finta” francese, tanto da iniziare una divertente filippica contro gli amici transalpini).
Per finire, chiediamo scusa per possibili errori nella trascrizione delle parole di Salemme: al momento della stesura non avevamo a disposizione un napoletano doc! E restiamo dell’idea che la carbonara con la panna – pur ormai quasi un’icona del movimento “no panna” e della presunta filosofia della ricetta “autentica”, che peraltro non esiste – non è una bestemmia: era stata proposta in diverse pubblicazioni anche da Gualtiero Marchesi e Luigi Carnacina, tanto per fare un paio di nomi. In fondo, come suggerisce Nino Frassica, “non è bello ciò che è bello, ma che bello che bello che bello”!